Pubblicate le “Buone Pratiche per lo studio della potenziale interazione tra attività produttive in una piattaforma offshore e sorgenti sismogeniche e tsunamigeniche (quali faglie e frane) presenti nelle vicinanze, nonché degli impatti e delle perdite causate da una loro eventuale attività” risultato della metodologia sviluppata nell’ambito del progetto Hazard and Risk Assessment Lacinia – H&RA Lacinia.

La DG IS in visita al Dipartimento di scienze della terra dell’Università la Sapienza di Roma e ai Laboratori del CNR-IGAG

Il 19 settembre 2023, presso la Sala Auditorium del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, si è tenuto un evento dedicato alla presentazione del Ministero e delle competenze previste in capo a ciascuna Struttura ministeriale ai tirocinanti vincitori dell’VIII Corso-concorso SNA e al personale non dirigenziale di nuova assunzione.

Completata con successo l’attività di acquisizione dei dati batimetrici nell’area offshore di Fano effettuata dalla nave idro-oceanografica Aretusa della Marina Militare.

Con Comunicato Ministeriale 8 maggio 2023 la Direzione generale infrastrutture e sicurezza (IS) ha comunicato l’indice QE, pari a 14,059760 euro/GJ, che i titolari delle concessioni di coltivazione devono utilizzare per la corresponsione delle aliquote dovute per le produzioni di idrocarburi gassosi ottenute nell’anno 2022.

Nelle giornate del 3 e 4 maggio 2023, presso l’Accademia Nazionale delle Scienze XL, Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani 5/a-7, Roma, si è tenuto l’incontro di aggiornamento sugli accordi di ricerca Clypea.
L’incontro è stato un momento di confronto tra istituzioni, enti e mondo accademico per la presentazione dello stato di aggiornamento degli accordi di ricerca in essere e quelli stipulati recentemente dalla Direzione generale infrastrutture sicurezza (IS) in tema di sicurezza delle attività oil&gas a mare.
Programma

Aggiornamento della composizione della Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (CIRM)

A partire dalle ore 18 del 28 febbraio 2023 gli indirizzi PEC del dominio @pec.mise.gov.it sono stati disattivati e sostituiti dai nuovi indirizzi PEC della Direzione generale infrastrutture e sicurezza (IS)

Le carte delle aree idonee/non idonee sono state aggiornate da ISPRA a seguito della trasmissione in data 12 aprile 2022 da parte della Regione Basilicata di ulteriori strati informativi relativi alle categorie ambientali definite dal PiTESAI

PiTESAI – Aree idonee/non idonee per le attività di prospezione e di ricerca
PiTESAI – Aree idonee/non idonee per le attività di coltivazione

 

Altre informazioni su strati informativi di basevincoli assolutivincoli aggiuntivi di esclusione e vincoli relativi di attenzione/approfondimento sono resi disponibili da ISPRA al seguente link: https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=44b6c75b5e994703b9bd6adf51561a7d

Classificazione di un pozzo
La classificazione di un pozzo secondo i criteri “produttivo” e “erogante” ha esclusivamente valore tecnico e, in questo contesto, è utilizzata solo a fini statistici.
Per pozzo produttivo si intende un pozzo che è stato perforato con esito positivo; il pozzo è definito produttivo a seguito del suo completamento e rimane tale sino alla sua chiusura mineraria.
Per pozzo erogante si intende un pozzo produttivo che al momento sta estraendo idrocarburi dal giacimento; lo stato erogante/non erogante può variare più volte durante a vita di un pozzo produttivo.

ESITO
Durante la perforazione di un pozzo per la ricerca di idrocarburi vengono eseguite una serie di operazioni (carotaggi, logs, analisi dei cuttings ecc); al raggiungimento della profondità prevista vengono valutati i dati raccolti durante la perforazione e vengono effettuate prove di produzione, che consentono di stabilire se il pozzo sia mineralizzato a idrocarburi, ed economicamente sfruttabile, oppure sterile.
Nel caso in cui il pozzo risulti sterile oppure non economicamente sfruttabile si procede immediatamente alla sua chiusura mineraria (utilizzando l’impianto di perforazione ancora in loco), mentre nel caso in cui il pozzo risulti mineralizzato ad idrocarburi ed economicamente sfruttabile si procede al completamento del pozzo.
Per completamento si intende l’attività di sistemazione di un pozzo già perforato per la sua messa in produzione; segue all’attività di perforazione e consiste nell’apertura dei livelli produttivi, nella discesa in pozzo della batteria di produzione (tubi di piccolo diametro per la messa in produzione del livello o dei livelli produttivi) corredata delle valvole per il controllo dell’erogazione e di sicurezza e nella installazione sulla testa pozzo della croce di produzione (sistema di valvole di sicurezza per permettere l’erogazione controllata degli idrocarburi).
Quindi un pozzo è classificato produttivo al termine dell’attività di perforazione, se ha avuto esito positivo e se sono state effettuate le attività di completamento indipendentemente dalla sua messa in produzione.

STATO
Durante il suo periodo di vita un pozzo produttivo può passare più volte dallo stato di pozzo erogante a quello di pozzo non erogante e viceversa.
Dopo la fasi di perforazione e completamento per essere messo in produzione il pozzo deve prima essere allacciato alla centrale di raccolta e trattamento per mezzo di flowlines (a terra) o sealines o tramite FSO o FPSO (a mare); in questa fase il pozzo è da considerarsi produttivo non erogante.
Una volta messo in produzione un pozzo eroga idrocarburi in quantità decrescenti fino al punto di cessare la produzione. Inoltre può succedere che sorgano problemi di produttività (danneggiamento del completamento per venuta di sabbia, scarsa erogabilità ecc). In questi casi è possibile recuperare il pozzo alla produzione eseguendo interventi di workover.

INTERVENTI
Gli interventi di workover prevedono quasi sempre l’utilizzo di un impianto (lo stesso o uno simile a quello utilizzato per la perforazione del pozzo). Spesso, soprattutto a mare, vengono effettuati interventi di workover su gruppi di pozzi al fine di minimizzare i costi dell’impianto. Le campagne e/o i singoli interventi di workover devono essere inoltre programmati e autorizzati per cui può trascorrere un periodo di tempo, a volte abbastanza lungo, durante il quale il pozzo resta nello stato di pozzo produttivo non erogante.
Un pozzo produttivo può essere nello stato di pozzo non erogante anche quando le flowlines o le sealines che lo collegano alla centrale di produzione sono oggetto di manutenzione.
Infine quando si esaurisce l’interesse minerario per un pozzo produttivo, quando cioè non esistono possibilità di intervento per il recupero alla produzione il pozzo viene chiuso minerariamente.
Per chiusura mineraria si intende l’attività di ripristino delle condizioni idrauliche precedenti l’esecuzione del foro al fine di isolare i livelli dai quali si sono prodotti gli idrocarburi. Anche le chiusure minerarie sono eseguite utilizzando impianti (gli stessi o simili a quelli utilizzati per la perforazione o per i workover) per cui valgono le stesse considerazione esposte in precedenza riguardo all’economicità di esecuzione di campagne per la chiusura mineraria di più pozzi. Anche le campagne e/o le singole chiusure minerarie devono essere programmate e autorizzate per cui può trascorrere un periodo di tempo, a volte abbastanza lungo, durante il quale il pozzo resta nello stato di pozzo produttivo non erogante fino alla sua chiusura mineraria.